XLIII Sergio rientrò nella sua tana quasi alle 23. I ragazzi dormivano profondamente da qualche minuto e Maria l’aveva aspettato per mangiare. Il commissario cercò di tacitare la sua coscienza e si impose di non raccontare alla moglie il copione della giornata che andava morendo. Se fosse stato sincero avrebbe solo complicato le cose e poi poteva essere orgoglioso di sé perché aveva respinto le avance di colei che desiderava da tempo. Roba da non crederci. “Giornata da dimenticare?”, domandò la moglie mentre lo raggiungeva a tavola, tenendo tra le mani una teglia di lasagne al pesto. Maria aveva raccolto i capelli con un’improvvisato chignon. Lo sguardo di Sergio si soffermò sui lineamenti, sempre armoniosi, della donna che aveva sequestrato il suo cuore tanti anni prima. Era ancora b

