XLIV

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XLIV Lunedì 24 luglio il commissario Crema arrivò in ufficio qualche minuto prima del solito. Era uscito da casa in anticipo, decidendo di farlo senza fornire alcun preavviso alla moglie. L’aveva, infatti, salutata frettolosamente mentre lei era ancora dormiente. Dopo la scappatella a Genova voleva aggiornare il suo braccio destro Quadrini sugli ultimi sviluppi del caso Balestri, soprattutto alla luce di quanto emerso dal colloquio con lo psichiatra. Appena il commissario varcò la soglia dell’ufficio notò la presenza di un pacchetto colorato sulla sua scrivania. Impiegò qualche secondo per capire cosa stava accadendo. Cazzo, è il giorno del mio compleanno, pensò mentre afferrava quel piccolo parallelepipedo e lo scartava. Sapeva, anche se non c’era scritto nulla, che doveva essere di

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