XLV Un quarto d’ora dopo i due poliziotti parcheggiarono in corso Dante, a poche decine di metri dal luogo in cui era avvenuto il presunto fattaccio. Sergio non sapeva se essere preoccupato o incazzato per quanto accaduto. Nonostante un proiettile l’avesse ficcato su quella sedia a rotelle, il critico si era di nuovo intromesso in una sua indagine. Quella lezione non gli era servita. Solo una volta terminato il suo percorso esistenziale dentro una bara avrebbe smesso di fare l’investigatore per gioco, un gioco sempre più pericoloso. Sergio e Marco attraversarono una rotatoria in diagonale, per recuperare tempo, ed entrarono nel Parco del Valentino. Mario Bernardini li attendeva accanto a una panchina su cui era seduto un uomo in tenuta ginnica. Nello spazio che separava quelle due figu

