II
“Hai sentito Mario?”, domandò il commissario Sergio Crema alla moglie quando si ritrovarono, finalmente, soli in camera da letto.
La consegna dei figli a Morfeo era da sempre un’operazione piuttosto farraginosa perché occorrevano diverse letture prima di abbattere la loro resistenza.
“Sì, è tornato a casa stamattina. Ho chiamato Luisa”.
“Bene”, replicò il poliziotto senza riuscire ad aggiungere nulla.
Da qualche mese era ostaggio dei sensi di colpa per ciò che era accaduto e, nonostante il sollievo per la salvezza del critico, non riusciva a darsi pace. Anche lui non era più la stessa persona di prima, come se su quella sedia a rotelle ci fossero finiti in due.
“Sembra che stia reagendo bene”, aggiunse Maria nel tentativo di aiutare il marito a uscire da quel tunnel.
Il commissario stava per aggiungere qualcosa di poco interessante quando il suo telefono vibrò prima di squillare.
Era l’ispettore Quadrini.
“Dimmi, Marco”.
“C’è un cadavere appena sfornato in largo Tirreno”, esordì l’amico.
“Me l’hanno mandato a domicilio?”, replicò Sergio che, nonostante il tenore della notizia, sorrise per quella coincidenza. Lui abitava proprio nel quartiere di Santa Rita, a poche centinaia di metri dal luogo del delitto.
“Non penso tu sia così famoso”.
“Dobbiamo andarci noi?”, domandò il commissario, ben sapendo quale sarebbe stata la risposta del collega. Dal giorno del conflitto a fuoco in cui era rimasto ferito Bernardini quello era il caso più impegnativo che avrebbe dovuto affrontare.
“No, no, se vuoi ci vanno quelli dell’Antidroga e noi della Omicidi andiamo a cercare i tossici nei parchi”.
“Ok, arrivo. Ci vediamo lì, dammi l’indirizzo”.
Sergio annotò mentalmente quell’informazione e concluse la telefonata senza nemmeno salutare il collega.
“Cosa succede, amore?”, domandò Maria mentre il marito si allontanava dal letto coniugale.
“Devo andare qui in largo Tirreno: omicidio”.
“O mio Dio, a poche centinaia di metri da noi”, commentò la donna portandosi le mani alla bocca.
“Non penso ci sia da preoccuparsi, l’assassino non girerà di certo nei paraggi in attesa di essere arrestato”, la tranquillizzò Sergio mentre abbottonava con difficoltà i pantaloni, taglia 54, che trattenevano a stento la sua voluminosa pancia.
“Forse dovresti metterti di nuovo a dieta”.
“Mi dedicherò alla dieta nella prossima vita, credo nella reincarnazione”, replicò il commissario quando finì di vestirsi.
“Fai quello che vuoi. Sappi che se ti verrà un infarto io non ci sarò. Buonanotte!”.
Maria spense la luce e si girò dall’altra parte. Il poliziotto non disse più nulla. Lasciò in fretta quella stanza, dopo aver recuperato dal comò il portafogli e le chiavi di casa, per non fare ulteriori danni.
Per il commissario Crema era giunto, nonostante i patimenti degli ultimi mesi e il disagio psicologico ancora presente, il momento di ritornare in campo.