37: Ultima sera

1859 Parole

Un'ora dopo dietro una lunga coda, il caldo asfissiante e la stanchezza, Jane e Normani spuntano davanti alla mia visuale fuori dallo studio estetico. Le fischio dietro portandomi due dita in bocca, proprio come mi ha insegnato mio padre da piccola, e per un attimo mi meraviglio di essere riuscita ad attirare subito l'attenzione di entrambe. A Normani spunta un enorme sorriso tutto denti bianchi quando mi vede, mentre Jane alza gli occhi al cielo. E immagino già il perché. «Vi chiedo perdono!» Esclamo, una volta essere scesa dall'auto e averle raggiunte. Normani mi rivolge un sorriso sbilenco subito dopo aver dato un tiro alla sua sigaretta, e credo che questa sia stata la prima volta in cui Normani sia riuscita a farmi sconvolgere così tanto. «E tu da quando fumi?!» Le chiedo, for

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