Il mio destino volle che mentre tutti ancora si occupavano della bimba, io mi trovassi seduto accanto ad Alberta. Non l'avevo vista e di lei non m'accorsi che quando essa mi parlò dicendomi: - Non s'è fatta nulla. Il grave è la presenza di papà il quale, se la vede piangere, le fa un bel regalo. Io cessai dall'analizzarmi perché mi vidi intero! Per avere la pace io avrei dovuto fare in modo che quel salotto non mi fosse mai più interdetto. Guardai Alberta! Somigliava ad Ada! Era un po' di lei più piccola e portava sul suo organismo evidenti dei segni non ancora cancellati dell'infanzia. Facilmente alzava la voce, e il suo riso spesso eccessivo le contraeva la faccina e gliel'arrossava. Curioso! In quel momento ricordai una raccomandazione di mio padre: "Scegli una donna giovine e ti sarà

