Non v'era nulla di cambiato fra di noi: il vino gridava anche questo! Ella aveva sposato Zeno Cosini che, immutato, le stava accanto. Che cosa importava se quel giorno io avevo possedute delle altre donne di cui il vino, per rendermi più lieto, aumentava il numero ponendo fra di esse non so più se Ada o Alberta? Ricordo che, addormentandomi, rividi per un istante la faccia marmorea del Copler sul letto di morte. Pareva domandasse giustizia, cioè le lacrime ch'io gli avevo promesse. Ma non le ebbe neppure allora perché il sonno mi abbracciò annientandomi. Prima però mi scusai col fantasma: "Aspetta ancora per poco. Sono subito con te!". Con lui non fui più, giammai, perché non assistetti neppure al suo funerale. Avevamo tanto da fare in casa ed io anche fuori, che non ci fu tempo per lui.

