Fourteenth 10/03/2020

1913 Parole
Jason Stringo le chiavi della macchina tra le tra le dita di una mano, e il telefono di Channelle quando la sento sbattere la portiera della mia macchina con violenza alle mie spalle, per poi muovere le chiappe rapidamente per raggiungermi, dopo aver fatto il giro della mia macchina. Schiocco la lingua al palato per farle capire quanto sono infastidito dal suo comportamento da bambina, mentre su posiziona di fronte a me per impedirmi di fare un altro passo in avanti, puntandomi l'indice contro come se volesse intimorirmi, senza rendersi conto di quanto sia ridicola in questo momento. «Tu non sei nessuno.»-scandisce ogni singola parola per sembrare più convincente, ma il modo in cui sposta più volte gli occhi verso il basso senza riuscire a reggere il mio sguardo severo mi fa capire che io per lei sono tutto quello di cui ha bisogno. Vuol fare la donna matura ma le è bastato un giorno in quel suo nuovo cazzi di condominio per farsi del male... da sola. Stringo i denti al solo pensiero che mi abbia mentito e che qualcuno le abbia dato fastidio, mentre la punta del mio piercing spinge contro il mio palato. «Per dirmi cosa devo fare.» - aggiunge con una voce talmente tremante che mi fa quasi tenerezza guardarla in cagnesco come sto facendo in questo momento. Mi sforzo di rilassare ogni singolo muscolo del mio corpo per non farle paura, sospirando sulla sua testa per farle capire che farebbe meglio a calmarsi, prima che sia io a perdere di nuovo la pazienza. «Perché non sono più tua.»-spinge l'indice contro il mio petto per farmi capire che è seria, quasi infastidita dal mio menefreghismo, ma al suo gesto sollevo entrambe le sopracciglia. [ricordi] 10/03/2020 «Jason...aspetta!»-mi fermo all'istante, mentre il mio petto fa su e giù per l'eccitazione, sfiorando ogni tanto il suo piccolo seno, mentre mi affretto a sorreggere il mio peso poggiando i gomito ai lati della sua testa. «Farà male come la prima volta?» - chiede con una voce tremante, ma alle sue parole mi affretto ad alzare la testa, aggrottando la fronte: «Ti ho fatto del male?» - chiedo con un tono rauco e allarmato allo stesso tempo, sollevando leggermente il busto per guardarla dritto negli occhi. «No, non...»-fa per dire, ma non la lascio finire che mi sposto subito dal suo corpo, posizionando seduto sul letto mentre porto una mano tra i capelli per poi lasciarli ricadere sulla fronte: «Cazzo, Channelle!»-impreco a bassa voce, sentendola muovere alle mie spalle. È così delicata che mi sembra di spezzarla in due ogni volta che mi sdraio sul suo corpo, figuriamoci entrare dentro di lei... «Jason...» - sussurra per attirare la mia attenzione, questa volta posizionandosi di fronte a me, stringendo al petto il lenzuolo nero per nascondere il suo corpo nudo: «...io voglio che tu mi faccia del male.»-sussurra con così tanta dolcezza che un sospiro pesante esce dalla mia bocca, ma il sangue smette di scorrermi nelle vene quando lascia cascare il lenzuolo per terra, per poi balbettare a due centimetri dalle mie labbra: «Perché sono tua, Jason.» Separo le labbra per lo stupore quando la vedo fare un passo in avanti, piegandosi davanti a me con un atteggiamento sensuale e spaventato contemporaneamente, mentre apre le gambe per sedersi a cavalcioni sulle mie. Aggrotto la fronte e passo rapidamente la lingua sulle labbra, per poi lasciar scappare un gemito quando le sue piccole mani circondano il mio geniale tra le dita per posizionarlo tra le sue esili gambe. «Porca puttana, Channelle!» - riesco a dire tra un gemito strozzato e un altro, lasciandola prendere in mano la situazione, mentre le sue coste evidenti si scontrano con i miei addominali. [fine ricordi] 'Sei mia eccome.' - penso tra me e me, ma evito di aprire bocca per non farle dire di contro cose di cui poi si pentirebbe. Le sue guance gonfie iniziano ad arrossire violentemente, ma questa volta non per la vergogna quanto per l'odio che prova nei miei confronti per averla portata a casa mia. Non è la prima volta che si ritrova in questo garage e non è la prima volta che la trascino qui di nascosto, ma è certamente la prima volta che la porto qui per dirle di vivere in questa piccola villa in periferia di Miami... con me. La parte più reazionale di me cerca di convincermi che è una pessima idea, non solo perché sua sorella mi staccherà le palle appena lo verrà a sapere, ma anche per la reazione che avrà il mio amico quando saprà che ho costretto la donna dei suoi sogni a vivere sotto il mio stesso tetto. Rovinerà il contratto, se non lo ha già fatto per il modo in cui l'ho minacciato stamattina, dicendogli spudoratamente di stare alla larga da Channelle. «Sei stato tu ad abbandonarmi!»-ritorno in me quando la ragazzina di fronte a me riprende a parlare, alleviando la presa interno alle chiavi quando mi accorgo che i suoi occhi diventano lucidi, mentre fa un altro passo nella mia direzione, questa volta poggiando l'intero palmo della mano sul mio petto per impugnare tra le dita con rabbia il tessuto della mia maglia nera. Non piangere, cazzo! Il sangue smette di scorrere nelle mie vene quando preme le labbra tra di loro con forza, sforzandosi con tutta se stessa di non cacciare le lacrime. Non l'ho mai vista piangere. È una testarda così orgogliosa che non ha voluto farsi vedere debole nemmeno quando le ho mentito di averla tradita con Sharon, ma vederla in queste condizioni ora, davanti al mio sguardo serio, mi fa venire la nausea. Vorrei aprire bocca per dirle di non fare quella faccia da cucciolo bastonato davanti a me, perché non so quanto ancora posso sopportare gaurdarla in queste cazzo di condizioni per colpa mia, ma appena spalanco le labbra per fiatare sulla sua testa, poggia anche l'altra spalla sul mio petto largo, per poi aggrapparsi con entrambe le mani alla mia maglia, abbassando la testa quando le scappa una fottuta lacrima. Il cuore smette di battere nel mio torace quando poggia anche la testa tra i miei pettorali, facendomi bestemmiare mentalmente quando solleva le spalle in un leggero singhiozzo: «Non sai quanto ti odio.»-sussurra con un tono così tenero che senza nemmeno accorgerene, sollevo un braccio per poggiare il palmo della mano sulla sua schiena minuta per stringerla di più al mio corpo, continuando a fissarla dall'alto con un'espressione seria e incazzata allo stesso tempo. Incazzata non solo per aver ascoltato sua sorella e averle fatto del male, ma soprattutto per essermi allontanato da lei nel peggiore dei modi possibili. Potevo scomparire, trasferirmi dall'altra parte dell'oceano, invece di dirle la prima cazzata che mi è venuta in mente, come se davvero l'avessi tradita con Sharon. La storia con la sorella di Mikael è iniziata molto tempo dopo, anche se già la conoscevo bene per quanto mi stesse attaccata al culo all'azienda di mio padre. «Channelle...»-dico con un filo di voce prima che possa pentirmene e che le parole di sua sorella riprendano a tormentarmi, ma il tono della mia voce è così roco che temo di averla spaventata piuttosto che attirare la sua attenzione. Quando noto che non ha intenzione di guardarmi negli occhi, porto una mano sotto il suo mento per costringerla ad alzare la testa delicatamente, pronto a dirle tutto quello che fino ad ora sono stato costretto a tenere secreto. Sospiro leggermente quando si oppone al mio gesto pur di non incrociare i suoi occhi coi miei, ma invece di insistere, mi limito ad abbassare la testa lentamente e sfiorare con le labbra il livido sulla sua fronte, lasciando un leggero bacio sulla sua pelle come se fosse una bambina. «Dobbiamo parlare.»-sussurro contro la sua pelle, approfittando del fatto che ha ancora il corpo adeso al mio e non ha intenzione di andarsene. Non avrei mai immaginato di confessarle tutto un giorno, tantomeno di farlo nel garage di casa mia, con il rumore della pioggia che sbatte contro il pavimento cementato del mio giardino e si confonde alle mie parole. «Chanelle, io...»-faccio per iniziare il vero motivo per cui ho dovuto interrompere la nostra relazione, ma appena faccio per aprire bocca il suo telefono inizia a vibrare tra le mie dita, portandomi a dare una rapida occhiata allo schermo. Impreco tra me e me per il fastidio di essere stato interrotto, ma quando leggo il nome di Mikael sullo schermo, la mia espressione passa da scocciata a incazzata all'istante, affrettandomi a spegnere la chiamata senza pensarci due volte: «Perché hai registrato il suo numero?»-non riesco a trattenermi dall'aprile bocca, ma questa volta con un tono più freddo e distaccato, tanto che alza la testa di scatto verso l'alto, guardandomi con un'espressione corrucciata, ma senza aprire bocca e limitandosi a spostare le pozzanghere dai miei occhi alla mia bocca: «È con lui che ti senti?!»-indurisco la mia espressione quando la vedo assumere un'espressione scocciata, ma senza allontanarsi dal mio corpo, mentre stringo il suo telefono tra le dita, ancor più incazzato dal fatto che rimane in silenzio, invece di negare e dire che tra lei e quel bastardo non c'è nulla! «Ti ha toccata?! »-faccio per dire, mentre sono sul punto di allontanarmi da lei per guardarla con disprezzo, si alza in punta di piedi all'improvviso per spingere la sua bocca contro la mia. Aggrotto la fronte al suo gesto, per poi spalancare gli occhi quando mi rendo conto del fatto che le sue labbra sono incollate alle mie. Le sue fottute labbra... Sospiro pesantemente contro la sua pelle pallida, lasciando cadere il telefono dalla mano per intrufolare le dita tra i suoi capelli e spingere con forza la sua bocca contro la mia, ma senza chiudere gli occhi per studiare la sua reazione e vedere i suoi occhi chiusi a un millimetro di distanza dai miei. Porca puttanata, Channelle! Spalanco le labbra per spingere la punta della lingua contro la sua bocca, mandando a fanculo il mio cervello che continua a urlarmi contro di allontanarmi da questa ragazzina prima che sia troppo tardi. Sospiro per nascondere un gemito quando mi lascia accedere alla sua bocca, intrecciando la sua lingua con forza, così affamato del sapore della sua bocca che bestemmio mentalmente quando intreccia la sua lingua alla mia, iniziando a giocherellare con il mio piercing mentre esploro la sua bocca, assaporandola come se fosse un lecca-lecca alla fragola per consumarla tutta, fino a farle togliere il respiro, mentre si alza ogni tanto in punta di piedi per far aderire meglio le nostre labbra. Quando smette di salire sui talloni capisco che si sta affaticando per raggiungere la mia altezza, quindi mi affretto a portare entrambe le mani ai sui fianchi, facendola salire sulle mie braccia per darle modo di circondare il mio bacino con le sue gambe sottili, mentre si stringe al mio petto circondano il mio collo con le braccia senza staccare la sua lingua dalla mia, ma appena poggio la sua schiena contro la mia macchina per scaricare parte del suo peso, mi fermo all'istante quando il suono di un clacson si mescola al rumore della pioggia. Alzo la testa di scatto e sposto lo sguardo verso la macchina ormai parcheggiata nel mio giardino, a pochi metri davanti al garage, ma mi pietrifio sul posto e mi affretto ad allontanare il corpo di Channelle dal mio quando incrocio lo sguardo sorpreso e compiaciuto di mia madre da lontano. Instagram : ema_8570 ❤️?
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