IV.

2225 Parole

IV. Nel 1638, alla stagione che il vin nuovo ribollisce nelle botti, venne voglia ai signor Francesco Buoninsegni, detto da un contemporaneo l'«Apollo di Siena», di scrivere una satira «menippea» contro il «lusso donnesco», la quale dovea, credo, servirgli a un discorso nell'Accademia degli Intronati [70] . Egli cominciando con l'avvertenza dell'Ariosto: Donne, e voi che le donne avete in pregio. Per Dio, non date a questa istoria orecchia, giocherellava a motti insulsi e con uno stile saltellante e barcollante, per sciocca simulazione d'ebbrezza, intorno la vanità delle donne e delle loro mode al tempo suo, e gli sembrava di pungere piú vivamente con questi che furon tenuti per sali finissimi. - Si sa che mezzo di vittoria a quelle che «s'impiegano nelle onorate ambascerie

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