“Non è cambiato niente” le assicurarono. Amber era viva, ma per poco. “Dovrei restare” si disse, tirando su col naso e strofinandoselo con vigore per non piangere. “Nessuno te lo impedisce, cara, ma potrebbe volerci molto. Purtroppo non c’è modo di stabilirlo” le rispose affettuosamente l’infermiera. “Va’ a casa e dormi un po’. Restiamo noi con lei. Ti chiameremo in caso di novità.” Clara annuì, ma un groviglio di pena e dolore tornò a sistemarsi nel suo petto, accomodandosi là dove, solo pochi attimi prima, c’era stato un principio di speranza. Poi, non appena i due la lasciarono, accadde ciò che più temeva: si lasciò andare. Inginocchiata davanti al letto di Amber, cominciò a piangere, tirando fuori la disperazione e la sofferenza che a lungo aveva trattenuto dentro di sé. Aveva una

