Isola dei Conigli, Locarno (Svizzera)

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Isola dei Conigli, Locarno (Svizzera) Intorno a lui regnava il silenzio, rotto solo dal bisbigliare lieve delle foglie al vento. Ferrone guardò il cielo per la prima volta in quella lunga serata. La notte era tempestata di stelle brillantissime. Le luci lampeggianti di un aereo di linea attraversarono quello spettacolo e il brontolio della sua scia sonora fu percepibile in lontananza. La luna crescente era poco luminosa. Indugiò ancora per dieci minuti poi, pur sentendo i muscoli ancora affaticati, decise che aveva riposato abbastanza. Ora doveva fare il tragitto fino all’altra sponda, più lungo di quello appena affrontato. Tre chilometri lo separavano dall’Italia. Sapeva che c’erano degli atleti che non avrebbero avuto problemi ad affrontare un simile percorso a nuoto, anche se quando lo facevano non avevano addosso dei vestiti civili e uno zainetto. Inoltre c’era qualcuno con un asciugamano asciutto ad attenderli a fine attività. Ferrone si tolse la coperta termica e cercò di ripiegarla in qualche modo per rimetterla nello zaino, accorgendosi che stava facendo troppo rumore. Rinunciò e la lasciò dietro un cespuglio. Contava di essere già in Italia da un pezzo quando sarebbe stata scoperta al mattino da qualcuno. Con molta prudenza tornò verso la barca e dovette bagnarsi ancora le gambe per metterla in acqua. Quasi si ribaltò nel tentativo di salire a bordo. Masticò una bestemmia, come era suo solito fare quando era furioso, e si rimise in posizione per vogare. Forza Paolo, devi arrivare laggiù! E che si fotta tutto il resto.
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