Niger settentrionale, venti chilometri dal confine con la Libia
Un giovane esemplare di iena striata procedeva al buio sulla fredda superficie del deserto. Le zampe procedevano leggere e veloci, sollevando granelli di sabbia a ogni passo. L’animale aveva fame, ormai da due giorni non metteva qualcosa nello stomaco. Il naso tondo e nero percepiva l’odore di una carcassa di capra che non doveva essere molto lontana dalla sua posizione. Odore di morte, ma che per lei significava nutrimento. Con la lingua che penzolava fuori dalla bocca, continuò a seguire le tracce che l’avrebbero presto portata alla carogna. Non avvertiva l’odore di altri predatori che avrebbero potuto crearle problemi. Era un buon segno, anche se poteva significare che della capra era rimasto ben poco da mangiare.
All’improvviso la iena si fermò, allarmata da un suono lontano percepito dalle sue orecchie appuntite. Fiutò l’aria alla ricerca dell’odore di una possibile minaccia. Il suono si fece sempre più vicino e potente. L’animale si accucciò sulla sabbia impaurito. Poco dopo alcune sagome grosse e scure sfrecciarono nel cielo. La iena fuggì in preda al terrore, dimenticando di avere la pancia vuota.