VIII. Il frutto proibito

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VIII. Il frutto proibitoFleur fermò a un tratto l’automobile nel vicolo fra il podere di Gage e la macchia di Robin Hill, dicendo: «Jon caro, m’è saltato il ghiribizzo di scendere e dare una capatina lì dentro: vieni? Il padrone è in Scozia». Egli non si mosse ed essa riprese: «Non ti vedrò più per un pezzo, ora che il tuo ritratto è finito». Allora Jon discese, ed essa aprì il cancello del sentiero. Un momento si fermarono tutti e due per udire se non veniva nessuno a sorprenderli. Il dolce pomeriggio di settembre declinava rapidamente. L’ultima posa era stata lunga, ed era tardi, e nel bosco di larici e di betulle l’ombra cresceva. Fleur fece scivolare la sua mano sotto il braccio di Jon. «Ascolta! Che silenzio, vero? Mi pare di tornare indietro di sette anni, Jon! Ti piacerebbe se

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