IX. Dopo

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IX. DopoQuando Jon fuggì nella macchia, saltò a sinistra e sbucando al di là dello stagno, corse attraverso il campo verso la casa, come se la casa fosse stata ancora sua. Essa si ergeva buia e silenziosa al di sopra della terrazza e del prato, e pareva uno spettro nella dilagante chiarità lunare. Quando fu dietro a un cespuglio di rododendri, dove da bambino aveva giocato a nascondersi, o rincorso gli scarabei con la freccia e con l’arco, cadde, come se le sue gambe non avessero più forza, premendosi coi pugni le gote roventi. Aveva e non aveva mai saputo; aveva sognato e pur non aveva mai sognato questo! Sopraffacente, improvviso, implacabile! “Era scritto”, aveva detto lei – e lei aveva forse tutte le attenuanti: ma lui? Quale attenuante poteva invocare, lui! Là, fra i rododendri illum

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