XIII. FuocoInvece Fleur scese per il pranzo; e cominciò per Soames la serata più confusa che avesse mai passato; poiché nel suo cuore c’erano gioia e una grande pietà e non doveva mostrare né l’una né l’altra. Ora gli dispiaceva di non aver insistito per vedere il ritratto di Fleur: sarebbe stato un argomento di conversazione. Tornò, invece, debolmente, sul tema della casa di Dorking. «È un’istituzione utile», disse, «le ragazze...» «Mi pare sempre che mi debbano odiare. E del resto è naturale. Esse non hanno niente e io ho tutto». La risatina che accompagnava queste parole gli fece male. Fingeva di mangiare, anche, ma egli aveva paura a chiederle se si fosse misurata la temperatura: avrebbe riso di nuovo. Cominciò invece a parlare del grande campo vicino al mare che aveva trovato nel

