Capitolo 1 - Se chiudi la porta l'amore entra dalla finestra
Non poteva finire cosi'. Non poteva piantarlo in asso a quel modo e andarsene a New York. Almeno, non senza aver sentito la sua variante. Che diamine, avevano trascorso insieme due mesi di perfetta felicita', gli doveva almeno quello.
La sera dopo il triste incontro con Sandy, quando lei aveva negato con tanta veemenza cio' che avevano vissuto la scorsa estate, Justin si trovava di nuovo davanti alla sua casa, pronto a mettere in azione il piano B.
Se Maometto non veniva alla montagna, la montagna sarebbe andata da Maometto.
Per fortuna non pioveva piu' e non c'era neanche tanta gente. Sperava che nessuno si sarebbe accorto di lui.
Salto' leggero dalla sua Porsche, il cuore gonfio di eccitamento e cercando di non farsi sopraffare dall'agitazione.
Quando arrivo' davanti al cancello dietro l'imponente casa, il cuore gli martellava cosi' forte che quasi non poteva piu' respirare.
Aveva passato l'infanzia in un elegante quartiere di New York, oscurare le telecamere di sicurezza per entrare in casa inosservato con qualche ragazza era stato per anni il suo divertimento preferito, ma questa era la casa di Sandy e di quell'uomo orribile che era suo padre.
Gli serviva un certo dispositivo, fabbricato solo negli USA, e se l'era portato addietro. Grazie ad esso le telecamere riprendevano la stessa immagine per cinque minuti, proprio il tempo che gli sarebbe servito per arrampicarsi su quella grossa vigna che aveva adocchiato il giorno prima, quando aveva ispezionato attentamente la casa di Sandy e di Leone Barbieri.
Mise il dispositivo in funzione e salto' rapido nel cortile, correndo come un pazzo verso la vigna. Riusci' arrampicarsi per un po', quando senti' un forte latrato famigliare.
Il sudore lo bagnava dalla testa ai piedi, le mani gli facevano male per lo sforzo e il cuore quasi gli usciva dal petto ma continuo' arrampicarsi come un pazzo.
Quella sera per sua fortuna la finestra al di sopra della vigna era rimasta aperta, e pochi minuti prima ci aveva scorto la testa di Sandy. Forse era proprio la sua camera, si ripete' Justin per la milionesima volta, mentre i latrati si fecero piu' forti: ora il cane era proprio sotto di lui, saltando sulla vigna, quasi lo afferrava per i pantaloni. Impreco' contro la sua sfortuna e di tratto la riconobbe:
"-Cherie!! sono io, il moroso della tua padrona! Smettila piccola, senno' svegli tutta la casa! "
"-Mia figlia non e' tua morosa" senti' di tratto una voce di ghiaccio, e per poco non mollo' la stretta dallo shock.
Si senti'percorrere da un brivido e alzo' lo sguardo, desiderando con tutto se' stesso che fosse solo un incubo dal quale si sarebbe svegliato con un grido di orrore.
Invece nell'inquadratura della finestra vide la testa calva e gli occhi come due coltelli di Leone Santoro Barbieri, il padre di Sandy.