Capitolo 2- Pazzia per amore
"-S...salve signor Barbieri...bella serata, vero?" fece Justin, afferrando la pianta ancora piu' stretto, mentre a qualche centimetro sotto, Cherie continuava ad abbaiare come se fosse il peggior dei delinquenti. "Shhh cucciola, non conosci piu' il tuo papa'?" disse con una padronanza di se' che lo meraviglio'. In realta', era quasi sicuro di essersela fatta sotto.
"-Justin Bennett Clark....ancora tu???" esclamo' Santoro Barbieri, spalancando gli occhi come due fari d'auto. "Ma sei completamente impazzito??" chiese sporgendosi per vederlo meglio.
"-Veramente..."
"-Papa'? Chi e' alla finestra?" senti' di tratto una voce femminile spaventata dall'interno e impallidi': era Sandy.
Oddio, oddio. Calma, Jus e... conta fino a dieci. Recita la tua preghiera preferita, quella dell'angelo guardiano. Il punto e' restare calmi, come quella volta che gli Yankees sono stati sconfitti da una squadra di serie B. Inspira. Espira. Uno-due-tre.
Se solo Cherie la smettesse, mi fa sembrare un assassino.
"-Ehmmm...ti inviterei a prendere un caffe' con noi" continuo' sarcastico Santoro Barbieri- "solo che non so se ce la fai. Preferisci che te lo porti li'?"
Se non fosse stato per il dolore tremendo in tutto il corpo, Justin sarebbe scoppiato in una risata isterica.
"-Perche' non mi da' una mano?" balbetto', con un sorriso a cento denti.
Leone Barbieri borbotto' qualcosa, si sporse in avanti, lo afferro' saldamente e con un gran trambusto riusci' finalmente a tirarlo dentro, sotto gli occhi a dir poco scioccati di sua figlia.
"-Jus....tin???" fece Sandy, quasi in preda ad un attacco di apoplessia. Si sfrego' gli occhi, per essere sicura di non sognare.
"-Ehmm... ciao" disse Justin, sistemandosi giacca e capelli. "....volevo solo...salutare. E controllare che stai bene." Leone Santoro Barbieri alzo' un sopracciglio, appoggiandosi alla scrivania come se stesse per tirar fuori un fucile e sparargli addosso.
"-Senta signor Bennett...benche' poche cose riescano ormai a sorprendermi e lei ci e' appena riuscito con dieci e lode, si tratta comunque di un tentativo di entrare in casa mia senza permesso. Cosa ha da dire in sua difesa, prima che io chiami i carabinieri? Cio' che comunque faro' ."
L'uomo cercava chiaramente di mantenere una parvenza di calma ma le sue dita tamburellavano sulla scrivania in maniera che non annunciava nulla di buono. Justin si senti' di nuovo sudare.
"-Papa', quest'uomo e' solo pazzo lo sai !" esclamo' Sandy, che continuava a fissare Justin come un mammifero di Jurassic Park appena piombato dal soffitto.
"-Con tutto il rispetto signor Barbieri...sono dovuto entrare cosi' perche' sua figlia mi ha mollato ieri senza darmi la possibilita' di spiegarle come stanno davvero le cose! Sandy!" si precipito' lui verso la poltrona, afferrando la mano della ragazza. "Giuro che tra me e Annalisa non c'e' piu' nulla perche' ormai sei tu l'unica padrona del mio cuore!Scherzi a parte...devi credermi! Ti supplico non andare a New York, dammi un'altra possibilita' e ti dimostrero' quanto vali per me!"
Stava quasi per mettersi in ginocchio.
"-Questa scena l'hai immaginata te stesso o l'hai copiata da un film con Leonardo di Caprio?" si informo' Santoro Barbieri, sfregandosi la nuca. Benche' conservasse l'espressione austera non gli si poteva notare un sorriso divertito negli angoli della bocca.
Sandy era ora appoggiata alla parete, con la mano in quella di Justin. Lo fissava come se fosse completamento fuori di testa, e non aveva tutti i torti.