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2028 Parole

Quando le mani di Magnus la issarono sui suoi fianchi stretti, si tenne stretta più per il timore di interrompere quel prezioso contatto, che per quello di cadere. Si appiattì su di lui, petto su petto, le bocche adese. Il vampiro mugugnò soddisfatto e si spostò con rapidità verso una delle stanze con la porta chiusa. Vi si addossò con un impeto tale da scassinare la serratura e ciò non fece che aggiungere frenesia al desiderio già incalzante. Ricaddero sul letto con un tonfo che risuonò in tutta la casa e Gina scoppiò a ridere. Gettò la testa all’indietro, con quei suoi capelli ricci e vaporosi che svolazzavano indomiti, e rise come non faceva da tanto tempo. Sotto di lei, Magnus fremeva: non era meravigliato dalla sua vitalità, perché l’aveva subito intuita, ma restò comunque abbaglia

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