«È una consapevolezza inquietante con cui convivere» considerò Jillian. Non le faceva paura sentirlo parlare così, si rese conto. Capiva perfettamente. «Sì, infatti» disse lui, pensieroso. «Avrei dovuto fare così, per il bene dei miei figli, ma non ero sicuro di riuscire a fermarmi. Avevo bisogno di venire rinchiuso da qualche parte, di non poter fare più niente, per un po’. È crudele». «Non lo so». Lui sospirò appena. «No, è stato crudele, nei confronti dei ragazzi e di Kate. Ma non credo che mi sarei fermato e comunque stavo già distruggendo la loro vita. Non ho trovato un altro modo. Non provavo più niente... solo i sentimenti per procura dei mostri a cui davo la caccia. Il brillante agente speciale Raven». «Secondo Katherine fare questo lavoro ti fa male, ma ti fa male anche l’inat

