9. Quando Drummond, Masters e Hoover arrivarono a casa di Andrew Raven il criminologo gli spiegò che l’agente Clarke era nella doccia. «Nella doccia» ripeté Masters, scettico. «Le faccio vedere» disse Raven, precedendolo lungo un corridoio. Per un attimo Masters pensò che gli avrebbe fatto vedere l’agente Clarke nella doccia. Sbuffò mentalmente. Quell’uomo lo innervosiva, lui e tutto quello che lo riguardava. Masters non aveva idea di quanto potesse valere quell’appartamento, ma era sicuro che fosse una cifra con un sacco di zeri. Era uno dei motivi per cui faceva fatica a sopportare l’ex-agente dell’FBI, che in quel momento sfoggiava una camicia bianca perfettamente stirata, dei chinos beige e un maglioncino con lo scollo a V del tipo che ti aspetti sui ricchi figli di puttana come lui

