XVII

481 Words

XVII Giunsi di fronte all’aula in cui avremmo dovuto trovarci molto prima del previsto. Non volevo correre alcun rischio fornendole l’impressione di un’efficienza quasi teutonica. Lei, invece, arrivò una decina di minuti dopo rispetto all’orario dell’appuntamento, un tempo colonizzato da cattivi pensieri relativi alla possibilità che non si presentasse proprio e che si fosse trattato solo e soltanto di una presa in giro. Quando la vidi venirmi incontro leggera e sorridente, venni colto da un leggero collasso cardiocircolatorio che sconfissi appoggiandomi a uno dei pilastri di sostegno presenti in quel corridoio. “Scusa, Mario. È tanto che mi aspetti?”. “Una ventina d’anni, direi…”. Battuta che andò a segno perché lei sorrise prima di riprendere la parola. “Dai, muoviamoci. Rimediere

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