IV
“La vicenda è ambientata nei giorni di Natale. È la storia di George Bailey, un giovane di sani principi che sogna di lasciare la sua cittadina natia per realizzare le proprie aspirazioni, prima di studente e poi di imprenditore nel campo del cemento. Questa sua ambizione viene però meno quando è costretto, per cause di forza maggiore, ad accollarsi la cooperativa di risparmio creata dal padre Peter. La società è in difficoltà e George, ormai in partenza per l’università, viene nominato dai soci amministratore, insieme allo zio Billy, dell’azienda perché pensano abbia le qualità necessarie per evitare che fallisca. La situazione si aggrava quando, alla vigilia di Natale, lo zio, incaricato di versare in banca la cifra necessaria per onorare la scadenza di un debito, smarrisce il denaro prima di consegnarlo allo sportello”.
“Cazzo!”.
“Termine poco tecnico, ma calzante”.
“Prosegua”.
“Del denaro si è impossessato, in maniera fraudolenta, proprio il proprietario della banca, Henry Potter, un uomo senza scrupoli che da anni tiranneggia la città facendo valere la propria posizione economica”.
“È la critica al capitalismo di cui parlava?”.
“Esattamente. Il destino di molti nelle mani di pochi. In questo periodo di perdita d’importanza dell’economia reale rispetto alla finanza mi sembra un tema piuttosto attuale. Dov’è la democrazia quando i ricchi decidono per tutti facendo finta di rendere partecipe il resto della popolazione su decisioni che faranno soprattutto i loro, di interessi? E se la politica non fa la politica il gioco è fatto”.
Il commissario annuì per quelle perle di saggezza.
“Naturalmente la situazione precipita e George, assediato dai creditori, decide di farla finita lanciandosi nel fiume. Per fortuna quel gesto gli viene impedito da Clarence, un angelo che deve compiere una buona azione per meritarsi un posto nel regno dei cieli. Questo messaggero di Dio mostra a George come sarebbe stato il mondo se lui non fosse mai nato”.
“Da brividi…”.
“Una serie di eventi tragici si sarebbero realizzati senza il provvidenziale intervento di George. Le sue buone azioni hanno salvato alcune persone e reso la cittadina in cui abitava un posto migliore di quello che sarebbe stato senza la sua presenza”.
Il critico interruppe per un attimo il suo racconto, al fine di creare la suspense necessaria al prosieguo della narrazione, anche in quel caso seguendo gli insegnamenti del buon Alfred.
“E come finisce?”.
“Essendo una commedia il lieto fine non può mancare. George rinuncia al suicidio e quando ritorna a casa scopre che, grazie a una gara di solidarietà, i cittadini di Bedford sono riusciti a evitare la bancarotta della sua azienda, il più bel regalo di Natale che potesse ricevere”.
“Ho quasi le lacrime agli occhi”, disse il commissario Crema prima di aggiungere, “anche se non è facile trovare il collegamento tra questa storia e la realtà”.
“Di una cosa siamo certi. L’assassino si reputa un giusto come George Bailey. Ed è molto probabile che si ritenga vittima di un’ingiustizia o di qualche evento negativo in genere”.
“Sì, ma Giovanna Morselli cosa c’entra? Abbiamo messo a soqquadro la sua vita, ma non siamo giunti ad alcuna conclusione”.
“La segretaria di produzione gestisce l’organizzazione della troupe. Noleggia i mezzi di trasporto. Le auto e i furgoni per i materiali. Si occupa della distribuzione dei pasti per tutti. Intorno a lei gira un bel po’ di denaro”.
“È lei che decide quali partner tecnici ingaggiare?”.
“No, ma il suo parere immagino sia tenuto in grande considerazione”.
“Dobbiamo ritornare alla Multivox, interrogare di nuovo tutti coloro che sono coinvolti nella produzione del nuovo film”.
Il commissario scattò in piedi, quasi che al dinamismo delle sue parole si dovesse accompagnare un immediato riscontro motorio.
“Io per il momento escluderei un movente riconducibile alla vita privata della ragazza. La risposta sta nel mondo del cinema. È chiaro”.
Mario Bernardini si era auto-insediato a capo di quell’indagine. Era evidente il desiderio che le proprie considerazioni condizionassero il lavoro degli inquirenti, di cui dava l’impressione di non fidarsi moltissimo.
“È probabile, signor Bernardini”.
“Per il nostro uomo la vita non è poi così meravigliosa e questo crimine deve essere un modo per manifestarlo”.
Ci fu un momento di stand by mentale in cui ognuno dei due pensò a quali sarebbero stati i successivi atti da compiere in quella giornata. Una recensione su un disaster movie americano da stroncare attendeva il critico mentre per il commissario era giunto il momento di concentrare, ancor di più, la propria attenzione sull’universo della Multivox.
Crema salutò frettolosamente il grande Bernardini e si diresse con determinazione verso l’uscita di quella stanza. Voleva raccogliere il maggior numero di elementi sul caso Morselli per dimostrare al vecchio che, malgrado la stima che nutriva nei suoi confronti, anche loro della polizia non erano proprio una massa di deficienti.
Una frase lo raggiunse però da dietro, costringendolo a fermarsi.
“Di Claudia non vuole sapere nulla?”.
Il commissario si voltò e osservò il critico indicargli il ritratto della donna che il giorno precedente lo aveva così fortemente incuriosito.
Ritornò quindi sui suoi passi e, dopo aver abbozzato un sorriso, iniziò ad ascoltare.