Valerie Sbuffo sonoramente quando Matt riprende a piangere con una voce acuta, ma questa volta non ci penso molto prima di prendere il telefono in mano e cliccare sul nome della pediatra, anche se mi ha letteralmente minacciata a non chiamarla se non fosse necessario. «Cosa c'è, Matt?»-sussurro mentre poggio le labbra sulla sua fronte, continuando ad andare avanti e indietro per la cucina, così frustrata che impreco tra me e me quando quella stronza di ostetrica spegne il telefono prima che possa spiaccicare parola. Stringo al petto mio figlio per l'ennesima volta, come se potesse aiutarlo a sentirsi bene, ma il fatto che continua a lamentarsi mi fa capire che c'è qualcosa che non va. Non ha mai rifiutato si mangiare come ha fatto meno di mezz'ora fa, ma non ha nemmeno la febbre, danna

