12 Tiffani Sarah si avvicinò, mi prese lo straccio dalle mani, lo gettò sul tavolo. Mi guardò da vicino, mi afferrò il mento. “Hai preso qualcosa?” “Qualcosa?” chiesi strofinandomi le mani sulle braccia nude. Mi prudevano. Erano tese. Il mio cuore batteva troppo forte. Troppo veloce. Avevo bisogno di acqua ghiacciata. Altra acqua. Ce l’avevano il gelato su questo stupido pianeta? Barrette di cioccolato? Qualsiasi cosa. “Fa caldo qui?” “Tiffani, che cosa hai preso?” “Preso? Che intendi? Un’aspirina?” Sarah annuì. “Niente.” Sarah guardò Dax di sottecchi. “Sei sicura?” chiese Dax. “Sì. Ero a letto e piangevo, e poi ho cominciato a sentirmi strana. Dio, ho qualche problema. Non riesco a calmarmi e la mia pelle mi fa schifo, è come se avessi delle formiche che mi si arrampicano su tu

