Capitolo XXII Il resto non fu difficile. Se c'è una condanna a cui nemmeno un potente può sfuggire è proprio quella per stregoneria. Spiegai a Mora che avrebbe dovuto testimoniare e che, nel frattempo, l’avrei fatta proteggere dai miei uomini entro il palazzo di giustizia: "Con ogni conforto", la rassicurai avendo visto, e come non capirla? apparire angoscia sul suo volto. La condussi io stesso in tribunale sul mio cavallo e la posi sotto la diretta tutela del tenente comandante e, suo tramite, dei luogotenenti: "È ospite di riguardo", dissi al Rissoni davanti a lei, "e testimone essenziale. Sia perciò difesa a vista e trattata con assoluto rispetto, anche… perché mi è molto cara. Le si prepari un’ottima stanza e riceva a mie spese deliziosi pasti e quant’altro le abbisogni." Ricoverat

