“Fossi in te, non canterei vittoria” gli sussurrò. Gli fece persino l’occhiolino e il sorriso radioso di suo padre perse un bel po’ di smalto. “Che hai in mente?” chiese a denti stretti. Tom godette nel vederlo fremere, ma si limitò a scrollare le spalle e liberarsi del suo braccio. “Io? Niente. Ma ti tengo d’occhio, padre. Perciò vedi di non fare o dire nulla che possa rendermi nervoso. Ho un nuovo Dono, molto potente, estremamente distruttivo, e non so ancora controllarlo.” Lasciò che la minaccia aleggiasse nell’aria e si divertì nel vederlo sbiancare. Oh sì, suo padre era ancora parecchio interessato alla faccenda dei Doni, ma lo temeva come in passato, e questo era un bene. Quando uno dei Consiglieri della loro fazione richiamò l’attenzione di Aureliano, Tom ne approfittò per cer

