Mary, a dirla tutta, parve essere affascinata da quell’individuo grande e grosso che, con estrema gentilezza, prima la scortò come una regina e poi la fece accomodare, prendendosi persino la briga di rassicurarla. Se avesse saputo che era un vampiro, forse non avrebbe avuto quell’esitante sorriso sulle labbra. Garze e disinfettante in mano, Alice iniziò a medicare subito il braccio che, come ebbe modo di constatare, era rotto. “Temo che stavolta dovrai andare in ospedale, mia cara” le annunciò, dispiaciuta. “Fallo tu, ti prego” insistette la donna, mentre sul suo viso scivolava una lacrima. Alice non l’aveva mai vista piangere prima di allora. Nonostante le botte che subiva in maniera regolare, i lividi, gli occhi pesti, i graffi e numerose altre ferite, mai una volta Mary si era lamen

