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2007 Words

“Quindi, con chi ti saresti esercitato a fare il babysitter?” tornò a chiedergli Decimus. “Con il figlio di un amico. Aveva già un anno quando l’ho conosciuto, ma sembrava molto più piccolo. Era magro, affamato e così impaurito...” Senza fare il nome di Luke e inanellando le parole in una sequenza che non poteva, non sapeva arrestare, iniziò a descrivergli per sommi capi la storia di Ray e di Charlotte. Avvertiva la mancanza del piccolo come se fosse stato suo figlio e, in effetti, non riusciva nemmeno a rimuovere dalla propria mente il ricordo della visione in cui Ray e la propria figlia si fidanzavano. Nel farlo, però, la sua voce si andò progressivamente sbriciolando. Più intensi si facevano i ricordi, più difficile era per lui accettare di ritrovarsi in un presente alterato, in cui l

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