MIA La donna che gli stava di fronte sembrava uno dei membri del suo staff, Rose, fatta eccezione per il nero degli occhi dove doveva esserci il bianco, e la perdita di tutti i muscoli facciali. Come diavolo aveva fatto una Sonnambula a superare le protezioni? La creatura lo aveva afferrato non appena si era materializzato e con una forza innaturale lo aveva scaraventato contro il muro. Keltor emise un ruggito contro la vile bestia che aveva preso dimora nel corpo della donna. Il fatto che usassero degli innocenti lo faceva impazzire. Un muscolo si mosse appena all’angolo di uno di quegli occhi da incubo, prima che lei lo attaccasse di nuovo, questa volta con gli artigli. Stava per rispedirla al mittente, anche se detestava la perdita della vita umana derivante dal suo gesto. Purtro

