A SPASSO CON I DRAGHI La luce screziata del pomeriggio si rifrangeva sulle onde creando piccoli diamanti sulla superficie. L’aria profumava del fumo dei numerosi focolari accesi nel grande Palazzo: un mix tra legno di pino e frutta. Lo stomaco di Liz brontolò al pensiero della frutta. Era ora di pranzo? O di cena? Quanto tempo era trascorso esattamente da quando aveva addentato quella mela dall’altro capo del mondo? Chiuse gli occhi e respirò profondamente, ignorando il brontolio della pancia e cercando di concentrarsi. Quando li riaprì, tutto intorno a lei scintillava ancora più di prima. Era certamente un gioco di luce, ma avrebbe giurato di poter riuscire a distinguere le venature della foglia di un albero distante quasi duecento metri. Forse era colpa di quel luogo. Keltor aveva

