Capitolo 13 Trauma! Nessuna forma di vita stavolta: nemmeno nell’acqua. Non c’era stato il tempo di amareggiarsene: una voce sconosciuta aveva echeggiato irruente nella cronoastronave, acuta come quella d'un bambino o d'una ragazzina: “Io son Colui che forma: il Plasmatore... Sono il sire di stelle e di pianeti... che forgia e guida Tinno e Baricòn.... e fece il mondo che chiamate Terra”. Chi aveva orecchio ritmico aveva inteso che le parole erano state articolate in metrica endecasillaba. Dopo un momento di silenzio, la voce aveva ripreso, sempre ritmando: “Salvaste Tinno? No, ben lo vedete... Davvero vi credeste angeli miei?!... Io sono Dio e voi non siete punto... i messaggeri miei, siete impostori... Voi confidaste di resuscitare... i renni morti scheletriti ormai... da tempo imme

