Il suo cliente era disteso sul letto. La testa completamente calva rifletteva la luce che entrava dalla finestra alle spalle del letto. Una palla da biliardo. Il volto incavato, quasi scheletrico, era quello di un uomo disidratato. Una flebo attaccata al braccio distillava goccia dopo goccia la soluzione salina. Francesco aveva l’abitudine di dividere il genere umano in due categorie: persone a colori e persone in bianco e nero. Quello che aveva di fronte era un uomo in bianco e nero. Simile a uno schermo spento che continuava a trasmettere solo un riflesso di elettricità statica residua che si stava esaurendo. Lui avrebbe dovuto premere il pulsante per spegnere definitivamente lo schermo. Ancora una volta. «Buongiorno signor Bonaiuti» la voce era bassa e gentile. Non si addiceva a un c

