Colloquio di lavoro «Perché non dovrei provare?» Matteo Brandi era irritato. «Non ho detto che non devi provare, ma non farti troppe illusioni» Silvia, la sua fidanzata, sorrise benevola. Aveva fiducia in Matteo, ma lo conosceva troppo bene per non sapere che un altro fallimento lo avrebbe abbattuto come un tronco secco. Ogni volta andava così. Tante speranze riposte in un concorso, o un colloquio, per ritrovarsi poi a piangere e a chiedersi perché. “Eppure mi sembrava che fosse andata bene”. “Eppure mi sembrava di aver fatto buona impressione”. “Eppure…” «Non hai fiducia in me» Matteo le voltò le spalle. A Silvia non piaceva quando faceva così. Sembrava un bambino imbronciato. Un bambino di ventinove anni, alto un metro e novanta per ottanta chili che faceva i capricci, ben sapendo che

