CAPITOLO 18 Il giorno dopo Ruggero aveva fatto finta di non sentirla andare via. L'aveva ascoltata lavarsi, vestirsi, scendere le scale di nuovo, solo per guardarlo dormire, e poi risalire come un gatto, per ridiscendere infine le scale esterne della mansarda, aprire il garage e prendere la macchina; per ultimo aveva sentito le ruote sulle foglie, il cancello scattare e poi il rombo del motore perdersi in fondo alla via. A quel punto si era tirato a sedere. Non ce l'avevano l'età per dormire sul divano, ma se avesse spostato Virginia lei avrebbe piantato una grana per andare di sopra da sola. Ostinata come un mulo, se si voleva trovarle un difetto. Strano che la bambina dormisse ancora. Sbirciò dentro la culla e infatti era vuota. Per un attimo gli prese un colpo, poi si precipitò n

