CAPITOLO 21 Il mattino dopo Non c'erano stati rumori molesti. Bice aveva dormito, Virginia aveva dormito. Ruggero aveva vegliato. Aveva tenuto stretta sua moglie, aveva custodito il suo sonno trattenendosi persino dal respirare. Negli anni era giunto alla conclusione che la pelle conosce la pelle. Si imprime addosso la memoria di quella che ama e la riconosce, la sente, la cerca. Senza pensieri reconditi, ha un'unica sonda, un unico pensiero. Come le particelle sperse nel brodo primordiale, la pelle è così, dotata di un'intelligenza non molto articolata, tuttavia perfetta per collaborare con un bastardo egoista. La luce del giorno tinse la stanza prima di rosa e poi di giallo. Ruggero si limitò a respirare e ad ascoltare il cuore di Virginia che batteva lento sotto il palmo della su

