Il rifugio non era nient’altro che un buco nel terreno con una scala traballante che scendeva nell’oscurità. E, cazzo, non avevamo tempo per una scala. Non con quel lupo che ululava a distanza ravvicinata. “Tieniti stretta, femmina. Più forte che puoi.” “Mmm.” Gemette, il suo corpo che si cullava contro il mio mentre avvolgeva entrambe le braccia attorno al mio collo. I suoi movimenti lussuriosi mi fecero provare una sensazione selvaggia e il suo profumo inzuppò il mio cervello, rendendo difficile la concentrazione. Resero il mio lupo vicino alla liberazione come non era mai stato prima. Potevo sentirlo premere contro le mie ossa, cercando di uscire. Impossibile. Tremando, scesi i primi due gradini, quel tanto che bastava per chiudere il portello dietro di noi e bloccarlo. Con il minim

