8Cattabriga prova a dire qualcosa: «Sorry, Mr. De Donno, for using stairs… The… come si dice “ascensore” in inglese, cazzo…». «Oh, it doesn’t matter», la assolve l’americano. «No problem». De Donno è illuminato, forse addirittura felice. Gli sono impressi nel cuore i notevoli affreschi che ha scorto in sala da pranzo, lungo i corridoi, nella suite. A mezzo di metafore, allegorie e quant’altro, i dipinti del Palazzo insegnano dal 1764 che in fondo, in fondo, in fondo, l’impegno più urgente e giusto da assumersi nella vita è una sana, corroborante scopata. Da un pezzo, lo scrittore non contemplava questa verità. Non se ne rendeva conto neppure a Lausanne, quando fino all’altro, altro, altro ieri frequentava il Liolà, a pochi passi dal suo appartamento. Ci andava, in fin dei conti, per so

