VIII

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VIII Davanti alla caserma di Bonanotti, l’Alfa 156 si bloccò senza provocare palpitazioni cardiache al passeggero. Bonanno smontò apostrofando il sottoposto con un perentorio: “Aspettami qua”. Steppani si disse che in fondo, mentre Bonanno si assentava, un giretto per le vie del paesotto poteva farlo senza dare troppo nell’occhio. Giusto per sgranchirsi. Sentiva i muscoli tirati, un fascio duro e doloroso dietro il collo e al principio delle spalle, e gli occhi stanchi, secchi, come le labbra, tempestate di pellicine e di quel bianco schiumoso che si deposita ai lati. Non fece in tempo a rilassarsi che la portiera lato guida fu spalancata di scatto: “Queste le tengo io” sentì gridare, mentre mani sbrigative strappavano le chiavi infilate nell’accensione della berlina. Steppani rimase bas

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