PREFAZIONE
Le parole hanno la forza prorompente, racchiusa nel suono e nel silenzio, di cambiare la sorte, il destino, il progetto di un uomo, di una donna, di un infante. Perché le parole, in qualunque lingua si possano esprimere, sospingono la generazione di un amore, di un inizio di vita – sono più che certo che anche nell’incontro tra uno spermatozoo e un ovulo vi sia la parola – e ci comunicano il mistero svelato della vita.
Ogni gesto è parola, ogni respiro, come il battito di un’ala di uccello, come il sommesso farfugliare di un bambino che, più del latte, si nutre delle parole della madre e del padre. Le parole hanno la capacità generatrice di vita, ma anche la devastante forza dell’oblio della morte, del terrore e della violenza.
Il canto dell’upupa, in questi anni, ha avuto tale ruolo cercando, attraverso chi ha il coraggio di guardare dentro le vicende dolorose dei piccoli, di decifrare l’inascoltato dall’indifferenza di una società troppo sommersa di fake per non dire la verità. Per non raccontare le atroci violenze che inumani del disumano perpetrano sui piccoli, innocenti per il fatto di essere innocenza.
Non è facile entrare in queste storie ormai inesorabilmente digitalizzate, nei corpi esposti al ludibrio e piacere di tanti; milioni di persone che cercano il proprio oggetto di godimento sessuale dove la loro perversione viene quasi giustificata come tendenza personale e quindi da rispettare come “un diritto umano”.
Poco importa che il diritto dei piccoli venga tutelato, quello che è importante è che tutto si racchiuda in un consenso.
Già, proprio così! Spieghiamolo a chi ancora non lo ha capito: la p*******a si nutre di bambini da zero anni fino all’età prepuberale (12/13 anni massimo). Ecco il consenso. E le lobby del pensiero pedofilo avanzano imperturbati.
Non abbiamo mai visto in tribunale – qualora fossero identificati gli autori di infantofilia – neonati che si difendessero, che raccontassero quello che “in-consapevolmente” e senza loro consenso hanno vissuto.
Lugubre canto che avvolge una domanda: ma è proprio vero?
Il dramma dell’abuso sessuale dei e sui piccoli è sotto gli occhi di tutti.
Meter Onlus, da più di 25 anni nel campo della tutela dell’infanzia, pionieristica nel mondo nella lotta alla pedopornografia, ha in sé il patrimonio del dolore di tanti piccoli violati, trafficati, venduti, annientati.
Abbiamo svelato verità indicibili e questa brutta storia non è ancora finita. Non salveremo tutti i bambini del mondo, ma ognuno faccia la sua parte.
Anche un romanzo cerca di farlo.
Ero tentato di scrivere molto di più, ma la forza delle parole sta anche in una sola: coraggio. Facciamoci animo per dare forza a chi è stato schiacciato dal buio e dal falso amore.
Chi ama fa vivere l’altro, ma la p*******a (l’attrazione e*****a verso i bambini), che si sappia, li uccide i bambini. Una parte di loro muore, e quando qualcosa o tutto è morto, ci vuole il miracolo della resurrezione.
Ed è possibile, se si ama veramente chi non è stato amato.
Avola (Sr), 30 novembre 2017
Don Fortunato Di Noto