«Ma io sono felice con la signora Alba». La notte della Vigilia, Elisa rimase con la modista. Cenarono in silenzio, gustando un brodo caldo, qualche fetta di civraxiu e del pecorino. La signora Alba non amava il Natale e le feste in genere. Era sempre stata sola, da quando Alessandro se n‘era andato. Ogni volta che c’era qualcosa da festeggiare la sua solitudine diventava acuminata e gelida come un pezzo di vetro strofinato sulla pelle. Con chi poteva gioire di un compleanno o di un anniversario o di una ricorrenza? L’unica ricorrenza che celebrava non aveva nulla di felice. In quei giorni d’inverno, nonostante la povertà, la gente riusciva comunque a essere gioiosa, e lei osservava quei gesti come se non le fossero mai appartenuti, come se quel tempo in cui anche lei li aveva rivo

