Non sa dare un nome a ciò che sta provando: Tyler legge i messaggi di Logan e sente più cose, troppo diverse tra loro; odio e senso di colpa per il suo migliore amico; rancore e dispiacere per Caleb; tristezza e ansia per Harry. Tra i tre, è sicuro di essere più preoccupato per Harry, perché lui è forse l'unico a non avere colpe, ad aver sbagliato solo nell'innamorarsi di Logan.
Se, anche completamente combattuto come è, Tyler dovesse decidere di tornare a Holmes Chapel, sarebbe per Harry.
Non che non gli importa di sapere come sta Caleb, ma al momento riesce solo a provare fastidio nei confronti del ragazzo, sia perché ha causato tanti danni, ma anche perché, da lui, i suoi pensieri si spostano in automatico su Logan e a Tyler viene voglia di prendere a pugni il muro. Ha sempre sentito, per lui, un forte senso di protezione, affetto e tante altre cose che ne hanno fatto più un fratello che un amico… ma qualcosa è cambiato.
A Caleb e a Logan ci penserà con calma.
Tyler ha fissato così a lungo la chat che vede i messaggi stampati dietro le palpebre, quando chiude gli occhi. Si impone di alzarsi dal letto e, prima di scendere per parlare con sua madre, invia un veloce messaggio a Logan e si prende mentalmente a calci per avergli rivolto la parola.
[10:33] Tyler: Appena sai qualcosa, scrivimi.
***
Gli permettono di alzarsi solo perché vede Jake e Logan sfrecciare in corridoio, probabilmente diretti verso la camera di Harry; rendendosi conto che sono proprio loro, Caleb scatta sul materasso e minaccia i suoi genitori di mettersi a gridare se non lo lasciano alzare dal letto... Questo perché, oltre a voler tirare uno schiaffo ai suoi amici, deve impedire a Sarah di strozzare Logan e a Logan di dare i numeri in un luogo pubblico.
Caleb barcolla fuori dalla sua stanza, aiutato dalla madre, e vede Logan davanti alla porta chiusa della camera di Harry; Sarah e Robert gli stanno parlando e poi, sotto il suo sguardo stupito, la donna si sporge e stringe Logan in un abbraccio.
Oh… Ok: o si è persa molti passaggi, o sa comportarsi meglio di tutti loro messi insieme.
Caleb si sta avvicinando, quando Jake lo raggiunge. Il suo amico non dice niente; si limita a stringerlo e a staccarsi all'istante appena a Caleb sfugge un verso strozzato dalle labbra, perché—Dio. Le sue costole. Si affretta a spiegare la cosa per tranquillizzare Jake, poi si avvicina e lo abbraccia a sua volta, con molta attenzione.
«Come stai?» Jake gli sussurra nell'orecchio.
«Sono stato meglio. Ci è andata di culo, a tutti e due. Avrebbe potuto finire molto peggio.» Caleb si passa una mano tra i capelli. «Tu, invece?»
«Harry di sicuro mi odia. Tyler mi odia il doppio e ha litigato con Logan a causa mia. Tu mi odi. Logan mi odia, ma al tempo stesso non lo fa perché credo non sappia come comportarsi con me.»
«Io non ti odio, Jake.»
Il ragazzo solleva un sopracciglio, confuso. «No?»
«Sono stato io a spingerti a pensare a te stesso, per una volta, senza preoccuparti di che cosa sarebbe successo dopo» spiega Caleb. Ed è effettivamente quello che pensa e quello che ha fatto. «Spero che abbia funzionato, almeno.»
«Uh, sì. Io… Ho baciato Logan.»
Qualcosa si spacca, nella sua testa. Non perché adesso sta per mettersi a urlare contro Jake, ma perché certe notizie bisognerebbe darle con un certo riguardo nei confronti di chi ascolta. O con un minimo di tatto.
Non così.
«Ah. Wow. Sei andato dritto al punto.» Caleb spera solo che si siano fermati a quello. «No, sul serio... Non me l'aspettavo.»
«È proprio quello che mi serviva.»
«Perché? Hai capito qualcosa?»
Jake infila le mani nelle tasche e sembra rifletterci un po' su. Non deve essere una situazione facile, ma lui sembra sulla buona strada per darle un senso e tirarsene fuori al meglio. Si gratta il mento. «No—Cioè… Sì. Allora. Mi è piaciuto baciare Logan, quindi mi è piaciuto baciare un ragazzo e penso che sia già un bel passo avanti.» Stacca gli occhi da quelli di Caleb e guarda a terra. «Non lo so, Cal. Non credo che mi piaccia Logan. Oddio… Ok, due anni fa ero attratto da lui. Penso di esserlo ancora adesso, ma non è che mi piace piace, del tipo che vorrei fidanzarmi con lui.» Lo guarda di nuovo. «So che è brutto da dire, ma Logan mi è seriamente servito per capire che tutto etero non sono.»
Caleb fa un sorrisino. «Ah no?»
«Caleb.» Jake gli colpisce senza forza la spalla, ricambiando il sorriso. «Però non sono nemmeno gay. Le ragazze mi piacciono, quindi—»
«Non esiste solo etero o gay, lo sai?»
«Certo che lo so, ma mi fa ancora strano. Tempo fa mi faceva semplicemente schifo. Adesso sono abbastanza consapevole da essere in grado di affrontarlo senza andare fuori di testa. E per questo devo ringraziarti.»
Caleb aggrotta le sopracciglia, confuso, ma poi annuisce. Forse andare controcorrente e causare tutto quello che è successo è servito a qualcosa. Perciò, «Ho capito che non era giusto pensare solo a Harry e a Logan, lasciando che tu passassi sopra ogni cosa mentre stavi palesemente male» spiega. «Ora hai le idee più chiare e ne sono felice. Ma Harry ci odia e sono un po' preoccupato per Logan.» Allo sguardo terrorizzato di Jake, Caleb si affretta a spiegare. «Non voglio accusarti, ma la tua mossa non ci voleva proprio.»
«Lo so.»
«Appena Harry si sveglierà e ci lasceranno uscire da qui, dovremo pensare a cosa fare con Logan.»
Gli occhi azzurri di Caleb si perdono alle spalle di Jake, dove Sarah stringe la mano di un'infermiera e apre la porta della camera di suo figlio. Logan rimane paralizzato sul posto, mentre guarda all'interno della stanza e la donna gli sussurra altre cose.
«Ha detto a sua madre che si fermerà a Holmes Chapel» Jake dice. «Sul momento non sapeva che inventarsi, perciò le ha assicurato che starà da me e non sotto un ponte.» Caleb torna a fissarlo con l'intento di chiedergli che razza di problemi abbiano. Solo che Jake è più veloce e «Ma sai benissimo che non può» aggiunge.
Caleb riprende a respirare.
Non è arrabbiato con Logan per il fatto che non si sia nemmeno premurato di salutarlo o di chiedergli come cavolo si senta, perché capisce il suo bisogno di vedere Harry, anche se molto probabilmente al ragazzo non importerà nulla, una volta sveglio, che Logan gli è stato accanto, gli ha parlato e ha, in qualche modo, scelto lui. A Caleb quest'ultima cosa è più che evidente; e, nonostante i suoi innumerevoli sbagli, è ancora il primo a capire le cose.
Sa che forse Logan ha ricambiato il bacio di Jake.
Sa che forse gli è piaciuto.
Ma è di Harry che Logan è innamorato.
Perciò sa già come rimediare al problema dell'alloggio.
Si ricorda di non aver ancora risposto a Jake, ma prima di farlo resta un attimo a guardare Logan: lo vede abbracciare di nuovo Sarah, entrare nella stanza e chiudere la porta alla proprie spalle.
Non gli sfuggono le lacrime nei suoi occhi.
«Facciamo un passo alla volta, Jake» dice.
***
Logan non sta sognando praticamente niente – tranne il corpo immobile di Harry che occupa la sua testa da ore – quando la voce di Caleb irrompe dal nulla e si mischia con i suoi pensieri. Ci mette un po' a capire che è reale; si dimena, dice qualcosa di incomprensibile, poi sbarra gli occhi e si ritrova quelli azzurri dell’amico a un niente di distanza. Logan sobbalza sulla sedia, una delle tante in mezzo al corridoio deserto, e guarda spaventato in tutte le direzioni prima di riuscire a calmare i battiti e a constatare che è nello stesso identico punto in cui si trovava quando ha abbassato le palpebre.
L'unica differenza è che l'orologio appeso al muro segna venti minuti a mezzanotte.
«Logan.»
Si stropiccia gli occhi e cerca di riordinare i pensieri, poi guarda Caleb e «Ci sono. Cosa c'è?» chiede.
Caleb curva appena l'angolo della bocca e inspira profondamente; espira, come per togliersi un enorme peso di dosso, e un gemito gli abbandona subito le labbra a causa delle fitte di dolore causate anche da movimenti così semplici.
Logan aspetta pazientemente che gli risponda.
Caleb raddrizza la schiena e lo inchioda con il suo sguardo pieno di gioia e, contemporaneamente, tristezza. «Harry si è svegliato.»