IV. Passato l’anno del lutto, Livio menò vita scapigliata e dispendiosa. Il conte Sebastiano seppe presto dei disordini di suo figlio. Un giorno, durante il pranzo, egli osservò che Livio era molto turbato, per cui nell’alzarsi da tavola gli disse: – Ho da parlarti: andiamo nel salotto da fumo. – Il giovane divenne livido, ma rispose con abbastanza disinvoltura: – Sono ai tuoi ordini, babbo! – Seduti l’uno di faccia all’altro, il conte, guardando il figlio con espressione d’immenso amore, gli disse con accento pieno di paterna tenerezza: – Perchè non hai fiducia in me, figlio mio? Io so che hai perduto al giuoco cinquantamila lire in una notte, e per pagarle ti sei messo in mano agli strozzini. – Il giovane stava per negare, ma comprese che avrebbe commesso una pazzia. Allora pens

