- Come hai detto che si chiama? – chiese Massimo a Milo, che osservava la ragazza attraverso le lenti di un binocolo. - La conoscevano tutti come Maia, all’Olympus. Ma fossi in te ci andrei con calma; quelli che ci hanno avuto a che fare dicono che sia un tantino matta, sai com’è... - Che stronzo, a me sembra solo un po’... originale. Ma è tanto carina... - A quanto pare si è convertita alla causa araba. Vedi con chi se la spassa adesso? Quello deve essere il suo innamorato. Massimo strinse gli occhi, che si ridussero a due fessure. Da quella distanza non gli pareva nulla di che; come poteva accontentarsi di un tipo simile? Se solo avesse avuto la possibilità di parlarle, e di farle capire che anche lui la stava guardando, come lei quel giorno... Quasi strappò il binocolo dal collo de

