- Aiuto, aiutami ti prego! Piangeva, singhiozzava. Poi ci furono solo grida disumane, e infine il crepitio delle fiamme che si propagavano in tutta la casa. Mentre si accasciava al suolo accanto a suo fratello, l’unica consolazione di Massimo fu quella di morire come lui, bruciato vivo, in quell’incendio senza senso, nato dal nulla ma di cui lui, solo lui era stata la causa. Sentì le sirene dei pompieri insieme ai getti di schiuma che gli arrivavano addosso da tutte le direzioni, e poi delle urla. Sua madre, le sue sorelle. Non più Vito. Dov’era? Era come se tutto stesse accadendo contemporaneamente nella sua testa: fuoco, acqua, sirene, grida. Qualcuno che lo toccava infine, senza farsi bruciare. Si sentiva esausto... spento, e senza voce. - Ti è andata bene, ragazzo. – gli diceva qual

