del palazzo Dargenti, e ciascuno tornò a pensare ai casi suoi. Anche Davide, quando in settembre venne al paese, fu invitato al palazzo e vi andò nonostante tutti i suoi principî democratici. Ma un giorno Adone sentì lo studente beffarsi della vec- chia marchesa. – Non parla che di topi! Il palazzo ne è infestato ed ella ne ha una gran paura. Mi ha domandato se in casa mia c’era- no topi!… – Se viene a vedere gliene metto uno sotto la gonna, – dis- se la zolfanellaja. E Adone aggiunse, incoraggiato dall’esempio della donna: – E se viene in camera mia gliene metto dieci, anzi venti, anzi cento! Tutti quelli che vuole. E rise al suo modo solito, gettando la testa all’indietro e giungendo le mani. * * * 149 Passò l’estate, s’inoltrò l’au

