QUEL CARO GENGÈ «No no, bello mio, statti zitto! Vuoi che non sappia quel che ti piace e quel che non ti piace? Conosco bene i tuoi gusti, io, e come tu la pensi.» Quante volte non m'aveva detto cosí Dida mia moglie? E io, imbecille, non ci avevo fatto mai caso. Ma sfido ch’ella conosceva quel suo Gengè piú che non lo conoscessi io! Se l'era costruito lei! E non era mica un fantoccio. Se mai, il fantoccio ero io. Sopraffazione? Sostituzione? Ma che! Per sopraffare uno, bisogna che questo uno esista: e per sostituirlo, bisogna che esista ugualmente e che si possa prendere per le spalle e strappare indietro per mettere un altro al suo posto. Dida mia moglie non m'aveva né sopraffatto né sostituito. Sarebbe sembrata a lei al contrario una sopraffazione e una sostituzione se io ribellan

