Silvia aveva già capito che quel mondo non era il mondo reale. Era una proiezione, una derivazione del mondo vero: molte cose non erano del tutto identiche. Il periodo storico, poi, non differiva molto da quello del mondo di Clara: forse c’era una distanza di una decina d’anni al massimo. In quel momento, i treni non erano ancora entrati pienamente nell’uso civile: i biglietti costavano un’enormità. Quando i mezzi di comunicazione erano ancora arretrati, qualsiasi forma di viaggio risultava estenuante e dispendiosa. Silvia era seduta accanto al finestrino, con la borsa dei bagagli sistemata verso l’interno. Elisa era accoccolata sulle sue gambe. Entrambe guardarono fuori dal finestrino. Era notte fonda, tutto era silenzioso. Le persone che salivano a bordo parlavano a malapena. Ognuno

