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2019 Words
4 Mila Estensione Radiante Quando l’incendio ha trasferito calore sufficiente per bruciare i materiali adiacenti attraverso lo spazio vuoto. I direttori d’albergo ventiseienni responsabili escono la sera della vigilia di Natale? Posso davvero definirmi “responsabile”? Non ho nemmeno un posto in cui vivere al momento. Per quanto mi riguarda, sono responsabile. Mi sono laureata all’Università del Washington e ho ottenuto un posto nell’hotel di maggior successo di Seattle. Lasciamo stare il fatto che mio padre ne sia il proprietario. Sono brava nel mio lavoro. È solo tutto il resto della mia vita che fa schifo. Nascosta nell’angolo del bar all’estremità della pista da ballo, a contemplare la mia responsabilità e a sentirmi la più vecchia del locale, sto osservando la gente e giudicando le scelte d’abbigliamento della maggior parte delle donne. Questa parte della serata è il motivo per cui adoro uscire con Scarlet. Siamo la coppia perfetta. Ci bilanciamo l’una con l’altra e so che, se mai dovessi uccidere qualcuno, lei mi aiuterebbe a seppellire il corpo, e niente domande. Lo so anche per esperienza. Non la parte dell’assassinio, ma il fatto che si offrirebbe volontaria per nascondere il corpo. Mentre venivamo qui, per esempio, si è offerta di “occuparsi” di Judah. Con questo intendeva chiamare suo cugino Salvador e dirgli di farlo. Non gliel’ho mai chiesto, ma penso che sia una specie di sicario o qualcosa del genere. Comunque, sarete sorpresi di sapere che ho declinato la gentile offerta. Insomma, prima di tutto non voglio avere niente a che fare con suo cugino, perché mi spaventa da morire, e poi non penso di sentirmela di commissionare un omicidio. Tornando al punto: Scarlet è la mia Thelma. Io penso di essere Louise, soprattutto perché tendo a ragionare bene sulle cose, mentre Scarlet di solito è quella irresponsabile. L’ho conosciuta durante il primo anno di università. Eravamo compagne di stanza e siamo subito andate d’accordo. Le ho anche trovato un lavoro all’hotel, poi lei ha abbandonato gli studi al secondo anno, ma siamo rimaste amiche. È anche la mia compagna di bevute e non devo mai dirle cosa ordinare: sa che il mio cocktail preferito e il Bay Breeze. «Per l’Onnipotente!» esclama Scarlet, urtandomi la spalla mentre mi porge il bicchiere. «Quel ragazzo è un tipo tosto.» «Chi?» Con la vista annebbiata dall’alcol scruto tutto il bar e alla fine, vicino al bancone, scorgo due tizi che sono venuti alle mani. O meglio: uno sta addosso a un altro, il quale, invece, sembra stia cercando di difendersi o, forse, di scappare. Non saprei dirlo. «Ci sono sempre risse in questo locale» aggiungo, mentre mi concentro sull’osservare le strane persone che popolano la pista da ballo. Per la mia esperienza si possono incontrare le persone più bizzarre nei luoghi pubblici. Ricordate quando vi ho detto che c’era un mio ex a cui volevo far credere di essere morta? Si chiamava David. Il cognome non ha importanza. Ecco, lo conobbi in una biblioteca, altro posto in cui osservare le persone. Sapevo sin dall’inizio che sarei dovuta scappar via da David, ma avevo quindici anni ed ero inesperta. Mi metteva lo smalto sulle unghie dei piedi, guardava Beverly Hills 90210 con me e beveva latte al cioccolato, sempre. Mi diceva che ero bellissima cinquanta volte al giorno e mi leccava le ascelle. Vi piace come ho inserito l’ultimo particolare a sorpresa, nell’elenco? Lo fece anche lui proprio nel bel mezzo del sesso. Sì, lo so, a quindici anni è un po’ presto per fare sesso, ma concentriamoci sul fatto che lui mi ha leccato quelle cazzo di ascelle. Quindi, dove voglio andare a parare? Potete osservare le persone quanto volete, perfino avere con loro una relazione, ma alla fine non le conoscerete mai davvero. Si terranno sempre qualche pensiero, qualche segreto per sé. A meno che voi non siate Tom e quindi non abbiate filtri. So che dice sempre quello che pensa perché nessuno sano di mente direbbe alcune delle cose che gli escono dalla bocca. Non credo di aver conosciuto davvero Judah. Certo, ho vissuto con lui, ma si sentono cose del genere di continuo. Il programma Snapped2? Il perfetto dannato esempio di quanto le persone possano essere folli. Pensi di conoscerle e poi un giorno torni a casa e le trovi a smembrare un corpo nel lavello della cucina e riporre cervelli nel congelatore accanto alla pasta per la pizza. O a scoparsi la vicina di casa. Non c’è differenza nel mio manuale. E indovinate chi c’è al bar stasera? Judah “Scopa Vicine di Casa” Prince. E sta ballando con una ragazza che indossa dei pantaloni di pelle. Chi mai indosserebbe più dei pantaloni di pelle? Quella ragazza. È chiaro. Di tutte le occasioni in cui avrei potuto incontrarlo, doveva succedere proprio la notte seguente all’avermi cacciato da casa? O la notte ancora successiva… non importa. So soltanto che non voglio vederlo con lei o con qualsiasi altra sgualdrina che potrebbe rimorchiare stasera. Non riesco a distogliere lo sguardo da loro che ballano e me ne pento subito. Chi cazzo è quella ragazza? Una ballerina esotica? Nel momento stesso in cui penso che forse Judah non sa che sono qui, il suo sguardo, nonostante la poca illuminazione, incrocia il mio. L’aria sembra cambiare intorno a me e la sua occhiata è quasi soffocante. Continuo a osservarli. Dio mio, ma stanno... scopando? Conoscendo Judah, è possibile. Una volta mi ha scopato nel negozio di alimentari. Va bene, riformuliamo: me lo ha infilato dentro solo perché gli ho detto che non ce l’avrebbe fatta senza farsi scoprire. Quindi, nel reparto carne, accanto alle salsicce affumicate – ironico, lo so – me lo ha fatto scivolare dentro, ha spinto una, forse due volte, e lo ha tirato fuori. Tenete presente che indossavo un vestitino e lui i pantaloni di una tuta. Accesso facile da entrambe le parti. Comunque, Judah ha un talento: sa essere discreto. Peccato che quando stava scopando la nostra vicina non abbia avuto la decenza di esserlo. Lasciamo stare. È un pallone gonfiato, ma il fatto è che loro, adesso, stanno ballando in un modo che non è affatto discreto. Judah vuole che lo veda con lei e non riesco a capirne il motivo, dato che è stato lui a cacciarmi da casa. Ha rotto lui con me. Allora perché i suoi occhi sono puntati su di me, mentre quella ragazza si struscia sul suo cazzo? Voglio distogliere lo sguardo. Voglio spezzare la presa che ha su di me e, proprio quando lo sto per fare, Scarlet mi dà una gomitata nelle costole. «Smettila.» «Di fare cosa?» chiedo, ma lo sto ancora fissando. Mi si mette davanti bloccandomi la vista e mi rivolge un’occhiata alla “ma che cazzo?” «Di fissare Judah.» Oh. Quello. Nervosamente, mi raccolgo i lunghi ricci castani sopra una spalla. «Non lo sto facendo» mento. Ricordate? Sono pessima a farlo, e lei lo sa. «Sto cercando di leggere quel cartello.» Scarlet si guarda velocemente dietro una spalla e vede che non c’è nulla. «Che cartello?» Mi stringo nelle spalle, butto giù il mio cocktail e lascio il bicchiere su un tavolo, lì vicino. «Prendiamo un altro drink.» La afferro per un braccio e la porto verso il bancone, prima che possa dire altro. «Dovresti farlo ingelosire.» Sospiro, infastidita dal suo consiglio. Soprattutto perché ci ho già pensato e ho scartato subito l’idea. «Non ho più quindici anni. Non ho bisogno di andare in giro a far ingelosire il mio ex.» Ma, nonostante le mie parole, gli occhi mi tradiscono e tornano di nascosto verso Judah, che ora ha la lingua nella gola della ragazza, forse per farle provare che sensazione dà il suo anello vibrante. Maledizione! So dove mi porterà tutto questo, e lo odio. Perché non posso essere una ragazza normale e sedermi a mangiare gelato e piangere col cuore a pezzi? Oh, già. L’ho fatto ieri sera, da sola. E adesso lui è qui, davanti a me, e devo fargli vedere che la cosa non mi fa nessun effetto, giusto? La mia voce è timida quando chiedo a Scarlet: «Cos’hai in mente?» Non c’è niente di sbagliato nel sentire cosa le passa per la testa, vero? Scarlet ha sempre ottime idee. È uno dei motivi per cui è la mia migliore amica. Ordina da bere, poi indica il lato opposto del bancone, verso un separé nell’angolo. «Chiedi a quel ragazzo di ballare.» Mi sporgo oltre il banco cercando di apparire rilassata, ma non lo sono affatto. Il mio cuore corre a milioni di chilometri all’ora e penso che potrei vomitare. «Quale ragazzo?» «Quel ragazzo. Devi andare da lui e poi farci sesso.» Scarlet indica un tizio e noto che è quello che ha appena causato una rissa e non è stato buttato fuori. «Ecco chi ti serve per dimenticare Judah.» «Quel ragazzo?» Lo indico anche io, cosa che non dovrei fare, perché cosa succederebbe se si offendesse e volesse picchiare anche me? Per fortuna mi dà la schiena e non mi vede puntargli il dito contro. Prendo il cocktail che Scarlet mi ha ordinato e le mie labbra cercano la piccola cannuccia nera. «Lo fai sembrare così facile.» Lei annuisce, dandomi una leggera spinta. «È facile. Vai.» «C’è un problema.» «E sarebbe?» La fisso, del tutto sbalordita dal fatto che non capisca qual è problema e, allo stesso tempo, speranzosa che abbia ragione, perché, cavolo, è sexy! «Non posso semplicemente andare da lui e dirgli “facciamo sesso”.» «Certo che puoi. Qualunque uomo coglierebbe al volo l’occasione di fare sesso con te.» Timidamente, mi arriccio una ciocca di capelli attorno all’indice, mentre un uomo accanto a Scarlet sorride e le poggia il mento sulla spalla, facendomi l’occhiolino. «Si sta offrendo?» Che viscido! Mi si infiamma il viso e sto per dirgli che può scordarselo quando Scar gli dà uno schiaffetto sulla guancia. «Fatti gli affari tuoi.» Mentre lei lo spinge via, do una sbirciatina verso il rissaiolo sexy nel separé. Sembra… instabile? No, Judah è instabile. Questo ragazzo è… intoccabile. Il tipo tosto che nessuno vuole mettersi contro. Uno di quei bastardi figli di puttana dall’aria misteriosa, che quando li guardi passi metà del tempo a chiederti a cosa diavolo stiano pensando, e l’altra metà consapevole del fatto che non vuoi davvero sapere la risposta. «E poi ha praticamente scatenato una rissa.» Sto cercando di ragionare con lei e tirarmene fuori, due cose che non riesco mai a fare con Scar. «Pensi davvero che dovrei provarci con lui? In cosa sarebbe diverso da Judah?» Scarlet sospira, come se dovermelo spiegare fosse peggio che dover pulire il pavimento dopo un addio al celibato nella penthouse. «Non ti sto dicendo di sposartelo. Sto dicendo di scopartelo. Tutto qua. O almeno balla con lui, dove Judah può vederti.» Poi scuote la testa, e mi rivolge uno sguardo pieno di sincero rammarico, quello che i genitori rivolgono ai figli quando si rendono conto che sono bellissimi proprio perché sono ottusi. È come con Tom. Ti dispiace per lui perché è stupido, ma se non altro il suo aspetto compensa la cosa, quindi lo accetti anche se non sa fare due conti, o leggere. Sul cartellino, al lavoro, al posto della data, scrive il giorno del suo compleanno. So che non è stato un caso, perché lo fa ogni settimana. Scarlet inspira esageratamente e stringe le labbra. «Mi dispiace, Mila. Judah è una femminuccia. Quel ragazzo…» Indica il cattivone della rissa. «Quello lo distruggerebbe.» Ha ragione. Judah potrà anche avere lo sguardo da duro, gli occhi neri, ed essere ricoperto di tatuaggi, ma è tutta scena. Non farebbe male a una mosca. Ma quel ragazzo… probabilmente direbbe a sua nonna di andare a fare in culo, in modo serio. D’altra parte, ho davvero bisogno di farmi coinvolgere da uno che va in giro a fare risse nei bar? Probabilmente no. Questo mi impedisce di seguire Scarlet che in questo momento si sta dirigendo verso il separé? No. Scarlet fa qualche altro passo, ma io smetto di camminare e mi fermo. Sto aspettando che la mia coscienza mi infonda a forza un po’ di buonsenso e mi dica di tornarmene a casa. Purtroppo per me, la stronza non ha assolutamente nulla da dire. Per un breve istante, esamino il ragazzo che si stava azzuffando fino a pochi minuti prima e che adesso è seduto sul divano come se nulla fosse accaduto. Ho detto che è sexy, e lo confermo, ma più che altro è un duro. Ed è decisamente diverso da Judah. Benché abbia gli avambracci tatuati, non ha la stessa espressione poco rassicurante che ha Judah il novanta per cento delle volte. I nostri sguardi si incontrano per un attimo, e adesso sembra… avvicinabile. O forse è uno di quei ragazzi che, con un sorriso caloroso, ti incasinano non appena capiscono di poterlo fare.
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