Capitolo 9 - Sesso nella vasca del capo

847 Words
Capitolo 9 - Sesso nella vasca del capo Forse per la prima volta in vita sua, Justin non seppe come reagire e rimase lì interdetto a fissare il suo capo, che lo sta fissando con altrettanto stupore, gli occhi sgranati come due polpette marroni. Perché Justin si era scordato un piccolo dettaglio: era a torso nudo. "- Amore, cosa... stavate facendo?", singhiozzò Annalisa, immagine dell'orrore, i capelli arruffati, occhi gonfi e trucco disfatto, come se li avesse colti in flagrante delitto, l'uno sopra l'altro. Bé non ci sarebbe mancato molto, si disse Justin con un sussulto d'orgoglio tipicamente maschile. Cercò di guadagnare tempo e cominciò a infilarsi la camicia, mentre in quello stesso attimo Sandy si alzò da terra e se la diede a gambe, prima che nessuno le potesse chiedere nulla. Era talmente scomposta, e quelle nei suoi occhi non sembravano forse... lacrime? Justin pensò di avere le allucinazioni: la ragazza stava piangendo? Come se fosse appena stata... come se lui... "-Justin Bennett Clark!", ringhiò Gerardo, mentre Salvatore Quattrocchi lo aiutava imbarazzato ad alzarsi e a recuperare gli altri pezzi del suo abbigliamento. "Nel mio ufficio! ADESSO!" Tre minuti dopo, lui e Gerardo Spiazzi avevano forse la discussione più furente di tutta la loro comune esistenza in quella ditta. Justin non lo aveva mai visto così fuori di sè, nemmeno quando per un grosso errore aveva perso anni fà uno dei loro clienti più importanti . "- Prima scopi Annalisa sulla mia scrivania....poi neanche ventiquattr'ore dopo cerchi di molestare una studentessa nell'ascensore? Mio Dio, Justin, sei LETTERALMENTE IMPAZZITO? Ma non hai imparato davvero nulla in questi anni, da quando stai lavorando con me: gli affari non si mescolano alla vita personale, lo sai o no?? Stai per caso facendo uso di cocaina, recentemente? Hai problemi personali? Dimmelo, perché così non possiamo assolutamente andare avanti!" "-Gera, Gera...", Justin cercò di interrompere quello che sapeva che sarebbe stato un interminabile battibecco. Questa volta, il suo capo sembrava veramente furibondo, malgrado gli sembrasse che tutti stavano un po' esagerando, non poteva ora non sentirsi un tantino preoccupato. "-Rispondi, per l'amor del cielo!", tuonò Gerardo, facendolo sussultare sulla poltrona. "-Ti rispondo se ti dai una calmata", disse Justin, gelido. Qualcuno bussò alla porta entrando senza aspettare. Era Adriana, la segretaria di De Angelis. "-Scusate", disse, "penso che questo sia suo, signor Bennett". Cosa? Da quando gli dava del lei? La settimana precedente erano andati con un gruppo di amici a giocare al bowling e s'erano divertiti un mondo! Ma ora Adriana era più rigida di un palo nel gettargli in braccio... la sua scarpa, quella che aveva perso prima, quando stava inseguendo Sandy per l'intero pianerottolo. "-Wow, grazie Adri, me ne ero quasi scordato", fece lui arrossendo, ma non ottenne che un'occhiata glaciale dalla parte sia della collega sia del capo. "-Mi adora", assicurò Justin perplesso, mentre lei sbatteva la porta. "-Ah, ne sono convinto", disse Gerardo, infilandosi in bocca uno stuzzicadenti e osservando il suo amico contorcersi e sudare nell'intento di infilarsi la scarpa. Volle aggiungere qualcosa, ma qualcun altro entrò all'improvviso. Questa volta, Annalisa irruppe nella stanza come un uragano. "-Ehi, cos'é questo, la sala d'attesa d'una stazione?", la sgridò Gerardo, fissandola con ostilità. Ci mancava proprio l'IQ di resistenza della Touché Comunicazioni e la sua giornata sarebbe stata perfettamente rovinata. "-Amore mio!", urlò Annalisa, facendo praticamente un salto dalla porta dritto fra le braccia di Justin, schiacciandolo contro la poltrona. Fece per dargli un bacio, e invece... lo schiaffeggiò con violenza. Sia Justin sia Gerardo rimasero spiazzati, sbattendo ripetutamente le palpebre, come in una scena della Famiglia Addams . Scattando in piedi, le mani sui fianchi e l'espressione omicida, Annalisa era fuori di sé . Quasi ci si aspettava che togliesse una pistola dalla giarrettiera e sparasse sette colpi nel petto nudo e tatuato di Justin. "-Amore mio, cosa... stai facendo?", articolò costui, sfregandosi incredulo la guancia. Gerardo stava quasi ingoiando lo stuzzicadenti. "-Cosa sto facendo?", ripetélei in tono drammatico, gli occhi in fiamme. "Ti sto mollando, ecco cosa sto facendo. Hai cercato di violentare quella stupida nell'ascensore, che sei stato sempre tu a bloccare! Ti odio, Justin Bennett Clark, sei veramente una merda e non voglio più vedere la tua schifosa faccia nemmeno in quelle splendide foto che abbiamo scattato nella vasca idromassaggio di Gerardo Spiazzi! Ti vorrei vedere morto, e prima con una malattia al pene, che ti cada come un fagiolino secco, che sia divorato dai corvi! Ed io sarò la prima a venire al tuo funerale, ma non per piangere, io sarò quella che ride, ride, ride!!", ripeté con espressione melodrammatica, colpendosi le cosce ripetutamente come se avesse già studiato quella scena un paio di volte almeno in precedenza. "-Ehi... un momento" esclamò Gerardo, facendo praticamente un salto al di sopra della scrivania. Tuttavia, Annalisa era già uscita, altera come una regina e inciampando goffamente nella spessa moquette azzurra. "-Tesoro... amorino!", la chiama Justin con disperazione, ormai con le lacrime agli occhi. "-Com'é quella storia di voi due nella mia vasca idromassaggio???" urla Gerardo, più che mai in preda ad un attacco isterico.
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