Non dovevo preoccuparmi. Nyko mi mise in piedi, la schiena contro il muro, e si inginocchiò. Mi leccò la fica come se fosse il suo dessert preferito, la sua lingua mi toccava e mi stuzzicava mentre continuava a scoparmi con le sue grosse dita. Mi fece venire, alla svelta, e sentii le ginocchia che collassavano. Mi sorresse e mi sollevò per depormi sulla punta del suo cazzo. Mi penetrò appena. Abbastanza per farmi gemere e scuotere i fianchi per provare a farmi penetrare fino a fondo. “Mia.” “Dio, Nyko, smettila di parlare e scopami.” Ringhiò. Mi pare giusto. Quell’unica parola – mia – non era esattamente “parlare”. Va beh. Non mi importava, volevo solo che mi penetrasse il prima possibile. Mi spinse contro le rocce avvolgendomi la schiena con le sue mani enormi. Erano il mio cuscino, s

